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L'OPINIONE - Cobolli Gigli: "Juve? Il Napoli ha giocatori di grande livello, in caso di sconfitta si dovrebbe valutare l'esonero di Spalletti"
30.10.2026 15:58 di Redazione
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A “1 Football Club”, su 1 Station Radio, è intervenuto Giovanni Cobolli Gigli, ex presidente della Juventus

Cosa ne pensa dell'intervista di Cardinale?

“Cardinale cerca di sostenere il suo allenatore e, quindi, mi sembra che sia convinto di quello che dice. Ha investito tanti soldi nel Milan e si assume le proprie responsabilità, ma ha anche il diritto di farlo. Mi auguro soltanto che non siano parole pronunciate esclusivamente per dichiarare pubblicamente qualcosa in cui, in realtà, non crede fino in fondo. Quella sul competere per lo Scudetto mi è sembrata, comunque, una dichiarazione che accetto volentieri".

La Juventus, in questo momento, sta pagando lo scotto di troppi cambi in panchina?  

“Non è un mistero che la Juventus abbia effettuato acquisti molto costosi, con giocatori che non hanno poi risposto alle aspettative in relazione al valore dell'investimento. È altrettanto curioso, invece, che alcuni di questi calciatori, una volta andati via dalla Juventus, abbiano cominciato a giocare come non facevano in bianconero. Questo è un aspetto difficile da comprendere. Dopodiché, la Juventus è la società che ha cambiato sei allenatori in cinque anni. Lo ha detto anche Buffon e ho apprezzato la sua osservazione. Bisogna quindi fare un'analisi interna, a partire dai vertici della società. Secondo me, l'arrivo di Giovanni Carnevali è una scelta corretta. Non lo conosco personalmente, ma è una persona che conosce il calcio italiano e ha lavorato bene in una società di medio livello della Serie A come il Sassuolo. Mi sembra giusto che Carnevali abbia imposto il ritiro, nulla di grave, vanno in un hotel di lusso, non in carcere. Mi sembra anche corretto che questi calciatori, adesso, siano messi alle strette: devono poter trovare una soluzione ai loro problemi. Oggi, però, è necessario che anche l'allenatore trovi un metodo di dialogo con i giocatori, forse un po' più semplice rispetto al modo in cui si esprime durante le interviste. A volte ascolto Spalletti e non riesco a capire esattamente che cosa voglia dire. Concordo con chi parla di supercazzola in relazione alle sue parole. Il suo linguaggio è spesso molto arzigogolato, a volte persino cervellotico".

La sconfitta di Genova, che ha costretto la squadra ad andare in ritiro, è soltanto una parte di un problema più ampio sul quale si sarebbe dovuto intervenire prima? 

“Perché si doveva intervenire prima? Comunque, è meglio che sia intervenuto piuttosto che non lo abbiano fatto. Deve però riapparire l'organo di governo della Juventus. Tutti guardano verso l'alto, ma c'è un azionista di maggioranza che è un rispettabilissimo signore, John Elkann. La Juventus è una società quotata in Borsa e a parlare e a decidere devono essere gli organi di governo della società, a partire dall'amministratore delegato e dal Consiglio di amministrazione. Sarebbe importante che qualcuno dall’alto si soffermasse anche sulle parole di Luciano Spalletti. Dopo la gara con il Genoa, mercoledì sera, Spalletti gira intorno al problema con una serie di perifrasi che non arrivano mai al punto".

Secondo Lei lo fa perché non sa più che pesci prendere? 

“Non direi, perché Spalletti è un uomo di livello, una persona di spessore. La stessa situazione, persino in forma peggiore, l'ho vista quando era allenatore della Nazionale. Certo, in quel caso non si capiva bene che cosa stesse succedendo. Non vorrei che si ripetesse la stessa cosa con Spalletti alla Juventus. Francamente, però, anche lui dovrebbe trovare il modo di semplificare il proprio linguaggio, cercando di essere più incisivo quando si esprime. Quando vedo le partite della Juventus mi sembra che Spalletti segua attentamente la gara, ma ogni tanto noto anche gesti di scoraggiamento. È chiaro che le televisioni osservano e riprendono tutto quello che accade durante la partita, anche dietro le quinte. Se poi Spalletti non dovesse riuscire a compiere una sorta di miracolo, come potrebbe essere necessario nella partita di domenica tra Juventus e Napoli, Carnevali dovrà fare le proprie valutazioni".

Juventus, per lei, chiamata a compiere un miracolo contro il Napoli: crede gli azzurri arrivino meglio alla sfida di Torino? 

“Il Napoli ha sicuramente giocatori di grande valore, due dei quali sono praticamente dei campioni, ovverosia McTominay e De Bruyne. La fase offensiva del Napoli è un reparto che fa paura e dovrebbe far paura a tutte le squadre. La Juventus non ha un attacco di questo livello. Ha due bravi ragazzi, Kolo Muani e Woltemade, che cercano di fare del loro meglio in area di rigore, ma che non hanno sostanzialmente le caratteristiche del centravanti di sfondamento. Dopodiché, è chiaro che alla Juventus manchino anche altri giocatori di livello. Lasciamo stare Yildiz, ma anche Conceição e altri elementi: insomma, le partite si giocano con le armi che si hanno a disposizione. McTominay, invece, fa parte di quei giocatori che hanno una voglia straordinaria di fare la differenza".

In caso di mancata vittoria della Juventus domenica sera, crede che si possa arrivare ad una separazione tra Luciano Spalletti e la Juventus? 

“La Juventus domenica deve giocare bene e dimostrare di avere un atteggiamento e un gioco molto diversi rispetto a quelli visti nelle partite precedenti. Se poi non dovesse riuscire a vincere, ma almeno a pareggiare, io andrei avanti. Se invece la Juventus dovesse perdere, lascerei la decisione nelle mani dell'amministratore delegato".

Qualora l'amministratore delegato della Juventus decidesse di separarsi da Luciano Spalletti, le piacerebbe il ritorno di Antonio Conte?

“Mi piacerebbe il ritorno di Deschamps! Insomma, io Deschamps l'ho conosciuto bene. È arrivato alla Juventus e due giorni dopo aver firmato il contratto si è ritrovato con trenta punti di penalizzazione. Gli abbiamo chiesto che cosa volesse fare e lui ci ha risposto che sarebbe rimasto alla Juventus perché non vedeva alcun motivo per andare via. Dopodiché ha fatto ottime cose con la Juventus in Serie B. Aveva sicuramente a disposizione anche giocatori importanti, sebbene la rosa fosse stata inevitabilmente ridimensionata. Erano comunque rimasti elementi di grandissimo livello e arrivammo primi in classifica, conquistando la promozione in Serie A con tre o quattro giornate di anticipo. Ho avuto modo di vederlo spesso, perché viaggiavamo insieme e partecipavo ai ritiri della società, anche quando la squadra giocava in trasferta. È una persona equilibrata, che conosce sicuramente molto bene il calcio. Per come l'ho conosciuto io, era anche una persona che apprezzava la vita che aveva alla Juventus".

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30/10/2026 - 15:58

A “1 Football Club”, su 1 Station Radio, è intervenuto Giovanni Cobolli Gigli, ex presidente della Juventus

Cosa ne pensa dell'intervista di Cardinale?

“Cardinale cerca di sostenere il suo allenatore e, quindi, mi sembra che sia convinto di quello che dice. Ha investito tanti soldi nel Milan e si assume le proprie responsabilità, ma ha anche il diritto di farlo. Mi auguro soltanto che non siano parole pronunciate esclusivamente per dichiarare pubblicamente qualcosa in cui, in realtà, non crede fino in fondo. Quella sul competere per lo Scudetto mi è sembrata, comunque, una dichiarazione che accetto volentieri".

La Juventus, in questo momento, sta pagando lo scotto di troppi cambi in panchina?  

“Non è un mistero che la Juventus abbia effettuato acquisti molto costosi, con giocatori che non hanno poi risposto alle aspettative in relazione al valore dell'investimento. È altrettanto curioso, invece, che alcuni di questi calciatori, una volta andati via dalla Juventus, abbiano cominciato a giocare come non facevano in bianconero. Questo è un aspetto difficile da comprendere. Dopodiché, la Juventus è la società che ha cambiato sei allenatori in cinque anni. Lo ha detto anche Buffon e ho apprezzato la sua osservazione. Bisogna quindi fare un'analisi interna, a partire dai vertici della società. Secondo me, l'arrivo di Giovanni Carnevali è una scelta corretta. Non lo conosco personalmente, ma è una persona che conosce il calcio italiano e ha lavorato bene in una società di medio livello della Serie A come il Sassuolo. Mi sembra giusto che Carnevali abbia imposto il ritiro, nulla di grave, vanno in un hotel di lusso, non in carcere. Mi sembra anche corretto che questi calciatori, adesso, siano messi alle strette: devono poter trovare una soluzione ai loro problemi. Oggi, però, è necessario che anche l'allenatore trovi un metodo di dialogo con i giocatori, forse un po' più semplice rispetto al modo in cui si esprime durante le interviste. A volte ascolto Spalletti e non riesco a capire esattamente che cosa voglia dire. Concordo con chi parla di supercazzola in relazione alle sue parole. Il suo linguaggio è spesso molto arzigogolato, a volte persino cervellotico".

La sconfitta di Genova, che ha costretto la squadra ad andare in ritiro, è soltanto una parte di un problema più ampio sul quale si sarebbe dovuto intervenire prima? 

“Perché si doveva intervenire prima? Comunque, è meglio che sia intervenuto piuttosto che non lo abbiano fatto. Deve però riapparire l'organo di governo della Juventus. Tutti guardano verso l'alto, ma c'è un azionista di maggioranza che è un rispettabilissimo signore, John Elkann. La Juventus è una società quotata in Borsa e a parlare e a decidere devono essere gli organi di governo della società, a partire dall'amministratore delegato e dal Consiglio di amministrazione. Sarebbe importante che qualcuno dall’alto si soffermasse anche sulle parole di Luciano Spalletti. Dopo la gara con il Genoa, mercoledì sera, Spalletti gira intorno al problema con una serie di perifrasi che non arrivano mai al punto".

Secondo Lei lo fa perché non sa più che pesci prendere? 

“Non direi, perché Spalletti è un uomo di livello, una persona di spessore. La stessa situazione, persino in forma peggiore, l'ho vista quando era allenatore della Nazionale. Certo, in quel caso non si capiva bene che cosa stesse succedendo. Non vorrei che si ripetesse la stessa cosa con Spalletti alla Juventus. Francamente, però, anche lui dovrebbe trovare il modo di semplificare il proprio linguaggio, cercando di essere più incisivo quando si esprime. Quando vedo le partite della Juventus mi sembra che Spalletti segua attentamente la gara, ma ogni tanto noto anche gesti di scoraggiamento. È chiaro che le televisioni osservano e riprendono tutto quello che accade durante la partita, anche dietro le quinte. Se poi Spalletti non dovesse riuscire a compiere una sorta di miracolo, come potrebbe essere necessario nella partita di domenica tra Juventus e Napoli, Carnevali dovrà fare le proprie valutazioni".

Juventus, per lei, chiamata a compiere un miracolo contro il Napoli: crede gli azzurri arrivino meglio alla sfida di Torino? 

“Il Napoli ha sicuramente giocatori di grande valore, due dei quali sono praticamente dei campioni, ovverosia McTominay e De Bruyne. La fase offensiva del Napoli è un reparto che fa paura e dovrebbe far paura a tutte le squadre. La Juventus non ha un attacco di questo livello. Ha due bravi ragazzi, Kolo Muani e Woltemade, che cercano di fare del loro meglio in area di rigore, ma che non hanno sostanzialmente le caratteristiche del centravanti di sfondamento. Dopodiché, è chiaro che alla Juventus manchino anche altri giocatori di livello. Lasciamo stare Yildiz, ma anche Conceição e altri elementi: insomma, le partite si giocano con le armi che si hanno a disposizione. McTominay, invece, fa parte di quei giocatori che hanno una voglia straordinaria di fare la differenza".

In caso di mancata vittoria della Juventus domenica sera, crede che si possa arrivare ad una separazione tra Luciano Spalletti e la Juventus? 

“La Juventus domenica deve giocare bene e dimostrare di avere un atteggiamento e un gioco molto diversi rispetto a quelli visti nelle partite precedenti. Se poi non dovesse riuscire a vincere, ma almeno a pareggiare, io andrei avanti. Se invece la Juventus dovesse perdere, lascerei la decisione nelle mani dell'amministratore delegato".

Qualora l'amministratore delegato della Juventus decidesse di separarsi da Luciano Spalletti, le piacerebbe il ritorno di Antonio Conte?

“Mi piacerebbe il ritorno di Deschamps! Insomma, io Deschamps l'ho conosciuto bene. È arrivato alla Juventus e due giorni dopo aver firmato il contratto si è ritrovato con trenta punti di penalizzazione. Gli abbiamo chiesto che cosa volesse fare e lui ci ha risposto che sarebbe rimasto alla Juventus perché non vedeva alcun motivo per andare via. Dopodiché ha fatto ottime cose con la Juventus in Serie B. Aveva sicuramente a disposizione anche giocatori importanti, sebbene la rosa fosse stata inevitabilmente ridimensionata. Erano comunque rimasti elementi di grandissimo livello e arrivammo primi in classifica, conquistando la promozione in Serie A con tre o quattro giornate di anticipo. Ho avuto modo di vederlo spesso, perché viaggiavamo insieme e partecipavo ai ritiri della società, anche quando la squadra giocava in trasferta. È una persona equilibrata, che conosce sicuramente molto bene il calcio. Per come l'ho conosciuto io, era anche una persona che apprezzava la vita che aveva alla Juventus".