Luciano Spalletti, allenatore della Juventus, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di DAZN, dopo il pari con il Verona: "Io non gioco a carte, vado a cena qualche volta fuori e cerco di allenare meglio di quello che ho fatto fin qui, perché per giocare con i migliori bisogna fare ogni giorno qualcosa. Non posso andare avanti con le frasi già dette, ma con qualcosa di diverso, è con la crescita che andrò a confrontarmi con la Champions League se ci si arriverà. Poco cinismo o poca fortuna? Si può spiegare che ogni tanto si diventa poca roba, non si può controllare tutto però ci sono momenti nei quali bisogna mantenere la lucidità perché sono momenti fondamentali. In questa partita abbiamo controllato quasi tutto, facendo quasi tutto da soli e questo non dovrebbe succedere. E' successo e non si va a portarci dietro questa prestazione, si va a casa, ci si fa un bell'esame di coscienza e si diventa quelli più critici nei nostri confronti perché è attraverso questo che si diventa migliori, pensando che sia dipeso da noi perché è così. Ci vorrebbero più Vlahovic? Noi siamo una squadra di ragazzi sensibili, perbene. L'amicizia che c'è fra di loro è una qualità, quando dovrebbe esserci più carattere non è la nostra caratteristica però le situazioni le abbiamo avute. Siamo arrivati dentro l'area a passarsi la palla, non viene citata ma era già gol perché c'era l'uomo libero e c'era la possibilità di sceglierla dove metterla. Poi due o tre episodi che ci hanno girato le spalle, dobbiamo sopportarli e pensare a quello successivo. Come possiamo interpretare questa partita? Bisogna fare gol quando capitano queste situazioni, mantenere un livello alto. Ci manca un po' il centrocampista che sbaraglia e va a prendere il pallone nell'angusto, fin qui abbiamo sopperito tirando dentro gli esterni e con l'intuizione di McKennie di andarsi a mettere in queste zone d'ombra dove non viene trovato neanche dai radar. Oggi meno, però con tutte queste situazioni in area di rigore si poteva andare ad avere più ragione".
di Redazione
03/05/2026 - 21:10
Luciano Spalletti, allenatore della Juventus, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di DAZN, dopo il pari con il Verona: "Io non gioco a carte, vado a cena qualche volta fuori e cerco di allenare meglio di quello che ho fatto fin qui, perché per giocare con i migliori bisogna fare ogni giorno qualcosa. Non posso andare avanti con le frasi già dette, ma con qualcosa di diverso, è con la crescita che andrò a confrontarmi con la Champions League se ci si arriverà. Poco cinismo o poca fortuna? Si può spiegare che ogni tanto si diventa poca roba, non si può controllare tutto però ci sono momenti nei quali bisogna mantenere la lucidità perché sono momenti fondamentali. In questa partita abbiamo controllato quasi tutto, facendo quasi tutto da soli e questo non dovrebbe succedere. E' successo e non si va a portarci dietro questa prestazione, si va a casa, ci si fa un bell'esame di coscienza e si diventa quelli più critici nei nostri confronti perché è attraverso questo che si diventa migliori, pensando che sia dipeso da noi perché è così. Ci vorrebbero più Vlahovic? Noi siamo una squadra di ragazzi sensibili, perbene. L'amicizia che c'è fra di loro è una qualità, quando dovrebbe esserci più carattere non è la nostra caratteristica però le situazioni le abbiamo avute. Siamo arrivati dentro l'area a passarsi la palla, non viene citata ma era già gol perché c'era l'uomo libero e c'era la possibilità di sceglierla dove metterla. Poi due o tre episodi che ci hanno girato le spalle, dobbiamo sopportarli e pensare a quello successivo. Come possiamo interpretare questa partita? Bisogna fare gol quando capitano queste situazioni, mantenere un livello alto. Ci manca un po' il centrocampista che sbaraglia e va a prendere il pallone nell'angusto, fin qui abbiamo sopperito tirando dentro gli esterni e con l'intuizione di McKennie di andarsi a mettere in queste zone d'ombra dove non viene trovato neanche dai radar. Oggi meno, però con tutte queste situazioni in area di rigore si poteva andare ad avere più ragione".