PRIME
LUCA TONI INTERVISTA: EZEQUIEL LAVEZZI
Torna l'appuntamento con Fenomeni, il format social di Prime Video Sport
con interviste esclusive ai grandi campioni del calcio
È disponibile sul canale YouTube PrimeVideoSportIT il nuovo episodio di Fenomeni, il format originale Prime Sport condotto da Luca Toni, campione del mondo 2006 ed expert di Prime Video in occasione delle partite di UEFA Champions League. Ospite della puntata è Ezequiel "Pocho" Lavezzi, indimenticato attaccante del Napoli e della Nazionale argentina. Insieme a Luca Toni, Lavezzi ha ripercorso tutti gli episodi più significativi della sua carriera, rivelando aneddoti e storie mai raccontate.
L'episodio completo è disponibile sul canale YouTube @primevideosportit, insieme a quelli precedenti: Buffon, Vieri, Bonucci, Nesta, Sneijder, Crespo, Adriano, Di Natale, Totti, Shevchenko, Cannavaro.
A questo link la puntata con Lavezzi
Di seguito alcune dichiarazioni tratte dall'intervista:
La scelta di Napoli
"Dopo gli esordi in Argentina, avevo la possibilità di andare alla Juventus che avrebbe diviso il cartellino con l'Udinese, ma ho scelto di andare a Napoli per seguire le orme di Maradona. L'impatto con Napoli è stato una pazzia, non mi aspettavo così tanta gente e calore. Il primo giorno sono andato a comprare delle scarpe, hanno dovuto chiudere il negozio e chiamare la polizia per farmi uscire. Lì ho capito che Napoli era una cosa diversa".
L'addio a Napoli e il no all'Inter
Lasciare Napoli è stato molto difficile, oggi mi manca molto. Sono stato accolto dalla gente come fossi un loro figlio, come uno di loro. Quando sono andato via sarei potuto andare all'Inter, ma ho scelto una squadra estera perché non volevo tradire la gente e andare in un'altra squadra italiana. Non potevo deludere i tifosi del Napoli dopo tutto l'amore che mi hanno dato, per questo ho scelto il PSG".
Essere allenato da Maradona
"Era un uomo speciale. Da allenatore la sera veniva in camera a parlare con i giocatori, insieme a lui potevamo parlare di tutto. Un giorno, durante le qualificazioni ai Mondiali, eravamo in ritiro e mi aveva visto giù di morale, avevo avuto un problema familiare: lui mi disse di andare subito a casa e di non perdere la mia famiglia. Mi chiedeva sempre di Napoli, come mi trovavo, come vivevo. Ho un suo tatuaggio, ma è fatto un po' male e mi vergognavo a farglielo vedere, per questo in spogliatoio tenevo sempre la maglia addosso".
L'addio al calcio e la depressione
"Quando ho smesso è arrivato un vuoto e non c'era nulla per riempirlo. Ho avuto problemi di depressione, sono stato ricoverato in clinica, sto prendendo medicine e facendo un trattamento, pian piano mi sto riprendendo. L'arrivo di mio figlio mi ha cambiato la vita, mi porta tanta gioia e mi fa sentire vivo: mi ha dato la forza di andare avanti, mentre con mio figlio maggiore, adesso che è cresciuto, posso parlare di cose di cui prima non parlavamo, perché non le capiva. Voglio condividere bei momenti con loro ed essere in forma ai loro occhi. A chi soffre dico che con umiltà e voglia si può uscirne. Il mondo del calcio mi è stato vicinissimo, tantissimi mi sono stati vicini come Messi, Aguero, Paolo Cannavaro... Con Messi ho un'amicizia speciale, parliamo di tante cose, è una persona fantastica".