L'Editoriale
L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: “Napoli, un punto che non soddisfa: attacco abulico e gioco da rivedere, questi punti non si possono proprio lasciare allegramente per strada!”
21.09.2026 23:55 di Redazione
aA

NAPOLI - Un punto al Franchi, ma la sensazione è quella di un'occasione persa. Fiorentina-Napoli, non andando oltre il pari, è stata decisa da due fiammate, con gli azzurri avanti grazie all'ottimo inserimento di Gilmour, su calcio d'angolo intelligente di Politano, e poi raggiunti nella ripresa da Jimenez, il cui tiro sbilenco, indirizzato sul palo opposto, ha trovato buona sorte grazie alla decisiva deviazione di Rafa Marin sull'altro angolino, lasciando inerme Milinkovic-Savic.

Il risultato, però, non racconta fino in fondo una partita nella quale il Napoli ha mostrato ancora una volta evidenti difficoltà nella costruzione della propria manovra offensiva. L'attacco è apparso abulico, poco brillante, troppo prevedibile. E quando si riesce a creare qualcosa, spesso manca quella cattiveria necessaria per trasformare le occasioni in gol.

Non basta la rete di Gilmour, bravo a farsi trovare pronto e a sfruttare una situazione favorevole. Il centrocampista scozzese, insieme a Lobotka, è stato tra i più convincenti del Napoli, dando ordine e sostanza alla mediana, seppur (per evidente stanchezza) ha poi concesso nel finale un paio di contropiede non finalizzati dai viola. Ma il punto è che davanti è mancato qualcosa.

Hojlund è apparso poco vivace, spesso lontano dal gioco e non abbastanza coinvolto nella manovra. Lucca, una volta entrato, è sembrato troppo statico, con poche possibilità di incidere, confermando le sue difficoltà a non pestare i piedi a compagni ed avversari. Neres, schierato a sinistra, ha provato ad accendersi ma non è ancora riuscito a essere incisivo con continuità, eccezion fatta per una buona conclusione neutralizzata dal portiere avversario. Lang non ha brillato, confermando che da lui ci si aspetta molto di più, soprattutto considerando le qualità che può mettere a disposizione della squadra.

Meglio, ancora una volta, Favasuli. Il suo ingresso ha dato una maggiore vivacità alla fascia e ha prodotto anche un'occasione interessante, nonostante lo schermo rappresentato dalla presenza di Lucca davanti a lui, che lo ha costretto a scartarlo prima di poter concludere verso la porta. Favasuli è un elemento sul quale continuare a lavorare, perché quando entra riesce spesso a portare quella freschezza che in alcuni momenti al Napoli è mancata, e se la situazione dei titolari resta invariata valuterei di dargli una titolarità fissa, dato che non teme avversari e confronti.

E poi c'è Politano, che non ha giocato a ritmi sempre altissimi, ma ha avuto il merito di battere l'angolo dal quale è nato il gol di Gilmour. Sono proprio questi dettagli che, in una partita equilibrata, possono fare la differenza.

A centrocampo, detto di Gilmour e Lobotka, De Bruyne ha lavorato a fari spenti. Non è ancora il giocatore capace di illuminare la manovra con continuità che tutti conosciamo. Allegri, nel post partita, ha spiegato anche la scelta di non inserire Vergara: l'idea era di puntare sulla giocata di De Bruyne, sulla possibilità che il belga potesse trovare il guizzo decisivo. Quel guizzo, però, non è arrivato, nè in termini di assist nè come conclusione personale. Intanto Anguissa, rientrato in campo, ha poi avuto un nuovo risentimento muscolare, resta quindi un recupero non ultimato.

In difesa, invece, una nota particolarmente positiva arriva da Milinkovic-Savic, autore di ottime parate che hanno tenuto in piedi il Napoli nei momenti più delicati. La Fiorentina ha creato pericoli e il portiere azzurro ha risposto presente.

Positivo anche Olivera, che ha mostrato personalità e si è avvicinato al gol. Dall'altra parte, però, c'era un De Gea in grande giornata, capace di negare al Napoli altre possibili reti.

Resta il problema principale: il gioco non convince.

Non è una questione di pretendere che il Napoli domini ogni partita o che possa sempre esprimere calcio spettacolare. È una questione di identità, di continuità, di capacità di arrivare con maggiore frequenza e cinismo negli ultimi metri. Troppi momenti della partita sono stati giocati senza una reale sensazione di pericolosità offensiva.

E allora il punto del Franchi va letto per quello che è: un punto conquistato, ma anche due punti lasciati per strada.

Dopo le sconfitte con Como e Inter e la successiva vittoria con il Bologna, serviva dare una piccola svolta. E il Napoli non ci è riuscito. La classifica resta corta, ma proprio per questo ogni occasione pesa.

Ora arriva la sosta, che può diventare utile per recuperare energie, giocatori e soprattutto per lavorare sui meccanismi di una squadra che deve ancora trovare una precisa fisionomia. Al rientro ci sarà il Frosinone, reduce da una sorprendente vittoria per 2-0 sul Como.

E proprio qui sta il nocciolo della questione: questi punti non si possono lasciare per strada.

Il Napoli ha qualità, esperienza e giocatori in grado di fare la differenza. Ma deve trovare il modo di trasformare queste qualità in una manovra più fluida, più incisiva, più continua. Perché il gol di Gilmour non può bastare e una grande parata di Milinkovic-Savic non può diventare la normalità per salvare partite nelle quali davanti si fatica troppo.

La sosta dovrà servire anche a questo: ritrovare un Napoli più convinto, più brillante e soprattutto più pericoloso.

Perché a Firenze è arrivato un pareggio, ma la sensazione è che si potesse e si dovesse fare molto di più.

Antonio Petrazzuolo
 
Napoli Magazine
 
Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com
ULTIMISSIME L'EDITORIALE
TUTTE LE ULTIMISSIME
NOTIZIE SUCCESSIVE >>>
L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: “Napoli, un punto che non soddisfa: attacco abulico e gioco da rivedere, questi punti non si possono proprio lasciare allegramente per strada!”

di Redazione

21/09/2026 - 23:55

NAPOLI - Un punto al Franchi, ma la sensazione è quella di un'occasione persa. Fiorentina-Napoli, non andando oltre il pari, è stata decisa da due fiammate, con gli azzurri avanti grazie all'ottimo inserimento di Gilmour, su calcio d'angolo intelligente di Politano, e poi raggiunti nella ripresa da Jimenez, il cui tiro sbilenco, indirizzato sul palo opposto, ha trovato buona sorte grazie alla decisiva deviazione di Rafa Marin sull'altro angolino, lasciando inerme Milinkovic-Savic.

Il risultato, però, non racconta fino in fondo una partita nella quale il Napoli ha mostrato ancora una volta evidenti difficoltà nella costruzione della propria manovra offensiva. L'attacco è apparso abulico, poco brillante, troppo prevedibile. E quando si riesce a creare qualcosa, spesso manca quella cattiveria necessaria per trasformare le occasioni in gol.

Non basta la rete di Gilmour, bravo a farsi trovare pronto e a sfruttare una situazione favorevole. Il centrocampista scozzese, insieme a Lobotka, è stato tra i più convincenti del Napoli, dando ordine e sostanza alla mediana, seppur (per evidente stanchezza) ha poi concesso nel finale un paio di contropiede non finalizzati dai viola. Ma il punto è che davanti è mancato qualcosa.

Hojlund è apparso poco vivace, spesso lontano dal gioco e non abbastanza coinvolto nella manovra. Lucca, una volta entrato, è sembrato troppo statico, con poche possibilità di incidere, confermando le sue difficoltà a non pestare i piedi a compagni ed avversari. Neres, schierato a sinistra, ha provato ad accendersi ma non è ancora riuscito a essere incisivo con continuità, eccezion fatta per una buona conclusione neutralizzata dal portiere avversario. Lang non ha brillato, confermando che da lui ci si aspetta molto di più, soprattutto considerando le qualità che può mettere a disposizione della squadra.

Meglio, ancora una volta, Favasuli. Il suo ingresso ha dato una maggiore vivacità alla fascia e ha prodotto anche un'occasione interessante, nonostante lo schermo rappresentato dalla presenza di Lucca davanti a lui, che lo ha costretto a scartarlo prima di poter concludere verso la porta. Favasuli è un elemento sul quale continuare a lavorare, perché quando entra riesce spesso a portare quella freschezza che in alcuni momenti al Napoli è mancata, e se la situazione dei titolari resta invariata valuterei di dargli una titolarità fissa, dato che non teme avversari e confronti.

E poi c'è Politano, che non ha giocato a ritmi sempre altissimi, ma ha avuto il merito di battere l'angolo dal quale è nato il gol di Gilmour. Sono proprio questi dettagli che, in una partita equilibrata, possono fare la differenza.

A centrocampo, detto di Gilmour e Lobotka, De Bruyne ha lavorato a fari spenti. Non è ancora il giocatore capace di illuminare la manovra con continuità che tutti conosciamo. Allegri, nel post partita, ha spiegato anche la scelta di non inserire Vergara: l'idea era di puntare sulla giocata di De Bruyne, sulla possibilità che il belga potesse trovare il guizzo decisivo. Quel guizzo, però, non è arrivato, nè in termini di assist nè come conclusione personale. Intanto Anguissa, rientrato in campo, ha poi avuto un nuovo risentimento muscolare, resta quindi un recupero non ultimato.

In difesa, invece, una nota particolarmente positiva arriva da Milinkovic-Savic, autore di ottime parate che hanno tenuto in piedi il Napoli nei momenti più delicati. La Fiorentina ha creato pericoli e il portiere azzurro ha risposto presente.

Positivo anche Olivera, che ha mostrato personalità e si è avvicinato al gol. Dall'altra parte, però, c'era un De Gea in grande giornata, capace di negare al Napoli altre possibili reti.

Resta il problema principale: il gioco non convince.

Non è una questione di pretendere che il Napoli domini ogni partita o che possa sempre esprimere calcio spettacolare. È una questione di identità, di continuità, di capacità di arrivare con maggiore frequenza e cinismo negli ultimi metri. Troppi momenti della partita sono stati giocati senza una reale sensazione di pericolosità offensiva.

E allora il punto del Franchi va letto per quello che è: un punto conquistato, ma anche due punti lasciati per strada.

Dopo le sconfitte con Como e Inter e la successiva vittoria con il Bologna, serviva dare una piccola svolta. E il Napoli non ci è riuscito. La classifica resta corta, ma proprio per questo ogni occasione pesa.

Ora arriva la sosta, che può diventare utile per recuperare energie, giocatori e soprattutto per lavorare sui meccanismi di una squadra che deve ancora trovare una precisa fisionomia. Al rientro ci sarà il Frosinone, reduce da una sorprendente vittoria per 2-0 sul Como.

E proprio qui sta il nocciolo della questione: questi punti non si possono lasciare per strada.

Il Napoli ha qualità, esperienza e giocatori in grado di fare la differenza. Ma deve trovare il modo di trasformare queste qualità in una manovra più fluida, più incisiva, più continua. Perché il gol di Gilmour non può bastare e una grande parata di Milinkovic-Savic non può diventare la normalità per salvare partite nelle quali davanti si fatica troppo.

La sosta dovrà servire anche a questo: ritrovare un Napoli più convinto, più brillante e soprattutto più pericoloso.

Perché a Firenze è arrivato un pareggio, ma la sensazione è che si potesse e si dovesse fare molto di più.

Antonio Petrazzuolo
 
Napoli Magazine
 
Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com